Adams, Ristorante al termine dell’universo

by Francesca on 10/09/2007

Tra i maggiori problemi che si incontrano
durante i viaggi nel tempo
non c’è quello di poter diventare padri o madri di se stessi.
Infatti diventare padri o madri di se stessi
è un inconveniente al quale una famiglia di idee larghe
e ben adattata alla società
è perfettamente in grado di far fronte (…)
Il problema fondamentale del viaggio nel tempo è, molto semplicemente,
un problema di grammatica

Al termine di Guida Galattica per gli autostoppisti
i nostri eroi avevano manifestato l’intento di andare a mangiare un boccone
al ristorante al termine dell’universo e qui li ritroviamo cinquecentosettantaseimila milioni di anni dopo – ossia, per l’appunto, al termine dell’universo.
L’istrionico Zaphod Beeblebrox, ex presidente della galassia,
Ford Perfect, corrispondente della Guida Galattica,
Marvin, il robot depresso,
Trillian (alias Tricia McMillan) e Arthur Dent, ultimi sopravvissuti della razza terrestre,
sono, loro malgrado, coinvolti in un’avventura
in giro per lo spazio ed il tempo
che li porterà a scoprire chi davvero governa l’universo
– nonché un altro sconvolgente segreto sull’ormai scomparso pianeta Terra

Meno esuberante e irresistibile della Guida galattica per gli autostoppisti
è comunque un libro divertente che si legge con piacere
e dove non manca qualche trovata geniale – quale, ad esempio, il piatto del giorno, ossia l’idea di allevare un animale
“che volesse veramente essere mangiato e fosse in grado di dirlo chiaramente,
senza mezzi termini”

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