Ljubljana

by Francesca on 01/01/2008



Ljubljana
(capitale della Slovenia), è una città graziosa e vivace che per le vacanze natalizie si riempe di luci, bancarelle e musica. Il drago è il simbolo della città.

Nonostante la temperatura oscillante tra i meno quattro e i meno due gradi sotto zero, le strade e le piazze sono gremite e tutti i bar e i ristoranti hanno tavolini all’aperto affollati di gente – ci sono le stufette da esterno (dette anche “funghetti”), ma la porzione di corpo che riescono a scaldare è decisamente esigua, per cui, se non si gode dell’equilibrio termico di un leone marino, è facile prendersi un accidente – io me lo sono preso, la tosse mi perseguita.

Stare pressati in mezzo alla folla diventa, allora, una necessità che, per fortuna, non è difficile soddisfare: è sufficiente camminare lungo il fiume, nelle stradine disseminate di locali che, nel periodo di vacanze, ospitano anche un mercatino all’aperto permanente (foto) che vende collane, artigianato e, soprattutto, sciarpe e cappelli di lana.

Anche piazza Prešernov è affollatissima, specie la sera, quando iniziano gli spettacoli gratuiti.
Il 30.12 abbiamo assistito al concerto di Danijela: entusiasmo, balli e atmosfera nazional-popolare, scaldata dall’immacabile vin brulè – che in sloveno si chiama in un altro modo e c’è anche nella versione con vino bianco (sa un pò di succo di mela ed è delizioso).

Sempre sul versante vita notturna non può mancare un tour alla Metelkova (foto): un’ex caserma occupata, ornata di murales e sculture, dove ogni porta (rigorosamente senza insegne) cela un baretto, una discoteca tecno o un locale con musica dal vivo o dj. La popolazione è la più varia. La paura è sempre quella di entrare in casa di qualcuno mentre si è alla ricerca di un bar.

Imperdibile la gita al castello: salire e soprattutto scendere per i sentieri ghiacciati è stata un’avventura – ma ne valeva la pena, sembrava di camminare in un bosco incantato e, del resto, il depliant turistico era perentorio al riguardo:
“Only sixty-year-old with heart problems take the tourist funicular up to the castle. Just walk up there. It’s only a ten-minute walk and you’ll manage”
(Solo i sessantenni con problemi cardiaci prendono la funicolare turistica fino al castello. Camminate. E’ una passeggiata di soli 10 minuti, ce la farete).

Dal medesimo, divertente, depliant apprendiamo anche che la popolazione locale è molto tormentata dai turisti britannici e irlandesi che hanno la mania di tuffarsi nel fiume:
“OK, all you British and Irish boys, remember this. No matter HOW drunk you get, and no matter HOW much you really really feel like it, NEVER jump in the Ljubljanica river. It’s kind of unhealthy”
(Bene, tutti voi, ragazzi britanni e irlandesi, ricordate questo. Non importa quanto siete ubriachi, non importa quanto avete voglia di farlo. Non tuffatevi mai nel fiume Ljubljanica. Non è sano).



La cucina slovena mi è piaciuta tantissimo:
al Gostilna Zlata Ribica (in Cankarjevo nabrezje 5-7) ho mangiato gli struklji (rotolini di pasta con ripieno vario di verdure, ricotta e/0 carne) e dell’ottimo filetto di maiale con verdure, gnocchetti e pancetta.
Al Vodnikov Hram (in Vodnikov trg 2) era ottima la zuppa di funghi in crosta di pane (foto) e deliziosi i ravioli sloveni (enormi fagottini ripieni di carne di maiale, serviti con una crema di porri).
Squisiti gli hot dog e gli hamburger venduti dalle svariate bancarelle, specie da quelle in piazza Prešernov.

Ho alloggiato all’ostello Vila Veselova: carino, senza pretese, un pò rumoroso (per via della vicina circonvallazione) e decadente (l’intonaco della nostra stanza si staccava a grossi pezzi, le lampadine continuavano a fulminarsi, l’ebollitore non funzionava).
Il posto più bello per alloggiare dovrebbe essere il Prison Hostel Celica: una prigione militare trasformata in ostello e arredata da giovani architetti – ma bisogna prenotare per tempo perchè ci sono solo 29 celle (i problemi di sovraffollamento carcerario sono ben noti).

Per chi fosse interessato a visitare Ljubljana segnalo il sito lubiana.org dove potete trovare molte informazioni utili

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Il tuo collega preferito 01/01/2008 at 1:15 pm

Ti sei malata, hai bevuto come una spugna e hai mangiato come un bisonte: cosa c'è di diverso da Milano:-)?

Mayaliny 01/01/2008 at 9:21 pm

Grazie della tua partecipazione a lubiana.org, spero che in qualche modo il mio blog ti possa esser stato utile.. in ogni caso complimenti per l'articolo, molto puntuale e attento. Grandi le "chicche di saggezza urbana" che hai riportato 😛

Paolo 😉

Ipernova 06/01/2008 at 10:18 pm

Anche a me è piaciuta Lubiana. Però ci sono stato poco tempo e quindi non ho avuto occasione di visitare tutto l'essenziale.

Paz

guccia 21/01/2008 at 4:01 pm

Anch'io ho mangiato quella zuppa di funghi in crosta. Deliziosa la cucina in quel locale e il prezzo era buono.
Lubiana mi ha stupito soprattutto per l'originalità delle architetture, la Croazia per la bellezza del mare e delle città d'arte, ma "Jugoslavia" per me resta Sarajevo con la vita che "straborda" oltre la più cupa povertà, oltre la guerra che vedevo in fuochi d'artificio sull'adriatico.

Anonymous 22/05/2008 at 8:55 am

Grazie per l'info! Andrò presto a ljubjana, visiterò i posti da te citati, specialmente mi attira(oltre al castello ecc)… quei locali "nascosti"…

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