Hogg, Il linguaggio segreto dei neonati

by Francesca on 29/08/2008

Il linguaggio segreto dei neonati (Mondadori, 2002, pp. 354, titolo originale: Secrets of Baby Whisperer, 2001) di Tracy Hogg, scritto in collaborazione con Melinda Blau, è davvero un bel libro: una guida ricca di consigli pratici su come affrontare l’arrivo di un neonato (o di un bambino adottivo).

In uno stile improntato ad uno humor e a un pragmatismo tipicamente britannici, Tracy Hogg condivide con i lettori i segreti della sua pluriennale esperienza di puericultrice, dispensando preziosi suggerimenti su come prendersi cura di un neonato (dall’allattamento, al bagnetto, al ruttino, fino allo svezzamento, al riposo, al massaggio) senza diventarne schiavi.

Il metodo propugnato da Tracy Hogg consiste, essenzialmente, nell’instaurare fin da subito una routine organizzata che preveda il regolare alternarsi delle fasi del cibo, dell’attività, del sonno e di momenti di relax per i genitori – di qui la denominazione di metodo E.A.S.Y. ossia eat (mangiare), activity (attività), sleep (sonno) e you (tu, genitore).

La ripetuta suddivisione delle giornate secondo il medesimo schema, da un lato, viene incontro al bisogno di sicurezza del neonato, consentendogli di prevedere sempre ciò che seguirà e, dall’altro, aiuta i genitori a comprendere il comportamento del proprio piccolo e a dignosticare i possibili problemi.

La durata delle singole fasi e il loro svolgimento non sono pianificati in modo rigido, anzi l’a. si limita per lo più a dispensare alcuni consigli e indicazioni di principio, lasciando al buon senso dei genitori il compito di adattarli alle loro esigenze.

Ad esempio, per quanto riguarda il riposo notturno, Tracy Hogg suggerisce:
1) di far dormire fin da subito il bimbo nella sua culla – se lo ospitate una sera nel lettone è ovvio che ci vorrà tornare anche la sera successiva e così via;
2) di metterlo nella culla ai primi segni di stanchezza – perché i neonati, se sono esausti, fanno fatica ad addormentarsi;
3) di inventare un rito della buona notte – un rituale che il bimbo possa facilmente associare al riposo notturno;
4) di non far mai addormentare il bimbo in braccio – perché altrimenti non riuscirà ad addormentarsi in altri modi e dovrete tenerlo così anche quando peserà 13 kili!
5) di non accorre al minimo rumore notturno, concedendo al bimbo il tempo per calmarsi da solo, senza necessità di un appoggio esterno;
6) di non lasciarlo piangere, ma tranquillizzarlo, coccolarlo, finché non si calma (e, quindi, evitare di eccitarlo iniziando a parlare velocemente, magari con aria giocosa) e, una volta che si è calmato, riporlo nella culla e lasciare che si addormenti da solo.
Il punto fondamentale è che ai neonati è necessario insegnare come addormentarsi da soli – e questa è una responsabilità non da poco che esige soprattutto coerenza.

Particolarmente apprezzabile mi è parsa poi la posizione di Tracy Hogg rispetto all’alternativa allattamento al seno/biberon: dopo aver elencato i pro e i contro di entrambi i metodi (e vi assicuro che anche l’allattamente al seno presenta notevoli inconvenienti!), Tracy raccomanda alle future mamme di scegliere liberamente il sistema che meglio si adatta alle loro esigenze e alla loro sensibilità, perché nulla è più foriero di problemi psico-fisici che optare per un dato metodo (normalmente per l’allattamento al seno), senza esserne davvero convinte, ma lasciandosi influenzare da ostetriche, amiche, mariti e incompetenti vari.

Non so ancora se il metodo e.a.s.y. funzionerà – sono solo al settimo mese di gravidanza – ma per lo meno dopo la lettura di questo libro mi sento più tranquilla e un po’ meno insicura di fronte a quello che mi aspetta.

Sui bebè consiglio anche di leggere:
L. G. Borgenich, Il bebè, manuale d’istruzioni
E. Estivill, Dormi bambino dormi
Bebè, consigli per l’uso

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Bebè: consigli per l’uso « Francesca Poggi
06/02/2010 at 7:55 pm
Borgenicht, Il bebè, manuale d’istruzioni « Francesca Poggi
06/02/2010 at 8:46 pm
Estivill, Dormi bambino dormi « Francesca Poggi
06/02/2010 at 8:47 pm

{ 8 comments… read them below or add one }

m@w 29/08/2008 at 4:35 pm

A me il capitolo sull'allattamento era proprio quello che destava maggiori perplessità, proprio perché, oltre a mettere sullo stesso piano allattamento al seno, artificiale e misto, sconsigliava proprio l'allattamento a richiesta che è alla base della riuscita dell'allattamento al seno.
E per fare una domanda provocatoria, su che base valuti gli inconvenienti dell'allattamento al seno?
m@w, che in barba a tutte le dicerie sui cibi sconsigliati in allattamento oggi ha mangiato una pizza alle melanzane inondata con olio piccante.

Francesca.Poggi 29/08/2008 at 7:26 pm

bhè m@w è indubitabile che l'allattamento al seno comporta una sorta di schiavitù che non tutte le donne trovano "piacevole", inoltre rende difficile controllare quanto ha mangiato il bebè, non tutte le mamme hanno un latte ugualmente nutriente, aumenta i problemi dello svezzamento e, soprattutto, se andiamo a leggere gli studi medici – quelli seri – viene fuori che i suoi vantaggi sono statistici e non particolarmente significativi – In ogni caso ritengo che si tratti di una scelta personale insindacabile che ognuno deve compiere in piena libertà.

m@w 30/08/2008 at 6:34 am

Fermo restando che concordo sul fatto che le modalità di allattamento siano una scelta personale insindacabile che ognuno deve compiere in piena libertà, ma ben informati sulle possibili conseguenze della loro scelta, posso dirti che, sulla base delle fonti che ho consultato io (fonti autorevoli a sostegno dell'allattamento al seno, come il WHO, la LLL, i miei tre (e dico tre) corsi pre-parto pubblici, alcuni libri specifici sull'allattamento scritti da pediatri, le 101 ragioni per preferire l'allattamento al seno a quello artificiale http://www.promom.org/101/index.html), confermate, per quel che vale, dalla mia personale esperienza, l'allattamento al seno non è particolarmente schiavizzante (a meno che tu non abbia una colf che prepari i biberon di tuo figlio nel cuore della notte, che te li lavi e sterilizzi, e che ti porti tutto il necessario qualora cambiassi idea e decidessi di fermarti fuori casa un po' di più); che è facilissimo controllare quanto mangia il bebè se lo si allatta a richiesta, visto che mangerà esattamente quel che gli serve in quel momento e non quello che qualcuno ha deciso per lui (chi? tu? il pediatra? Tracy Hogg?); che non tutte le mamme hanno un latte ugualmente nutriente, tra loro, nelle diverse ore della giornata, nelle diverse stagioni dell'anno, nei diversi momenti di crescita del bambino, perché il latte materno si adatta alle esigenze di quel bambino in quel momento; che l'allattamento favorisce uno svezzamento progressivo e rispettoso delle esigenze del bambino educandolo alla varietà dei sapori già sperimentati nel latte materno; che gli studi statistici sono particolarmente significativi nella misura in cui se fumo ho maggiori probabilità di ammalarmi di cancro, ma non è sicuramente detto che ciò avvenga, come non è sicuro che non mi ammali se non fumo, ma non è questa una buona ragione per iniziare a fumare.
Siccome mi è spesso capitato di essere fraintesa (ed ogni volta mi riprometto di non cascare più nella tentazione delle discussioni sull'allattamento), vorrei specificare che non ce l'ho con te in particolare o con le mamme che, per un qualche motivo, non hanno allattato. Però, da mamma largamente informata sull'argomento che ha felicemente allattato (e sta felicemente allattando), ho spesso sentito di allattamenti falliti sul nascere (e successivamente rimpianti) a causa di consigli, dati o mancati. L'allattamento al seno può essere un'esperienza bellissima per (quasi) tutte le mamme e i loro bambini.
"Provare" per credere. 🙂

L'aura 31/08/2008 at 9:46 am

a differenza di voi non ho letto tanti libri sul tema – pur avendo fatto un corso pre-parto – ma ho due figli: il primo l'ho allattato al seno a richiesta e non è un caso se il secondo, invece, l'ho allattato col biberon e non a richiesta.
A parte il dolore fisico dell'allattamento (ero piena di tagli, ma sono stata sfortunata), lo stress emotivo è stato tremendo: il mio primogenito voleva mangiare in continuazione, io non riuscivo mai a dormire e lo svezzamento è stato un incubo (non perchè non fosse abituato ai sapori, ma perchè era abituato al seno, lo usava per calmarsi e restava attaccato ore anche se non ciucciava veramente e strillava come un matto se provavo a dargli il biberon).
E tutti e due i miei cuccioli sono cresciuti belli e sani: da neonati non hanno mai avuto coliche nè malattie. insomma, ti auguro di essere più fortunata di me, ma prima di dare consigli in base a quello che ti hanno raccontato, è meglio se prima termini la tua personale esperienza.

Francesca.Poggi 31/08/2008 at 10:09 am

Cara L'aura tu probabilmente sei stata particolarmente sfortunata mentre a m@w, al contrario, è andato tutto bene.
è sempre una questione di calcolo costi-benefici, il problema è che sia gli uni che gli altri sono imprevedebili:
in genere l'allattamento al seno non è molto doloroso, ma a volte può succedere;
normalmente i bambini allattati dalla madre si ammalano un po' meno e soffrono un po' meno di coliche, ma entrambe le cose possono capitare ed entrambe spesso non capitano a quelli allattati artificialmente – però il paragone con l'incidenza di tumori presso i fumatori è statisticamente fuorviante, oltre che di pessimo gusto! –
i bambini nutriti a latte artificile crescono più rapidamente, ma questo non vuol dire che gli altri abbiano problemi;
gli studi di psicologia cognitiva hanno evidenziato maggiori difficoltà psicologiche sia per la mamma che per il bimbo – difficoltà legate alla fase dello svezzamento e in generale ai rapporti medre-figlio-padre – per quelli allattati al seno, ma anche qui i dati sono statistici e i campioni non particolarmente significativi;
ecc. ecc.
Proprio per tutte queste incognite sottolineavo come, alla fine, la scelta debba essere libera, come sia importante non farsi influenzare da quelli che sanno tutto loro perchè loro ci sono passati o perchè hanno parlato con mille ostetriche e, invece, occorra decidere in base alle proprie inclinazioni ed esigenze personali – e al riguardo non ho una tata che mi scalderà il biberon, ma ho un compagno con cui farò turni tutte le notti (una rarità nel panorama italiano, lo ammetto)

Teoz 01/09/2008 at 9:30 am

I 6 punti sul riposo notturno proposti da Hogg ricalcano il metodo "Duermete niño" del Dr. Estivill. Metodo che posso assicurare funziona alla grande.

Anonymous 18/09/2008 at 5:27 pm

Ho letto il libro di tracy hogg mentre ero in gravidanza, ora mio figlio ha 2 anni e mezzo e tutt'ora continuo ad utilizzare i consigli di tracy. Ho seguito il metodo e.a.s.y. alla lettera con il risultato che (essendo alla mia prima esperienza come mamma) riuscivo a capire subito cosa il bambino volesse dire con il pianto. Per non parlare del metodo per la nanna,il risultato è stato che mio figlio dorme nella sua cameretta da quando aveva 10 mesi, si addormenta da solo in pochi minuti, si sveglia di notte solo se ha sete…..!Quello che mi ha insegnato il libro è certamente l'approccio con il bambino tenendo presente che è una persona come noi,mi ha aiutata a calarmi nei panni di mio figlio ed ancora oggi questo approccio aiuta la sua crescita (al primo giorno di asilo non ha pianto….e neppure in seguito), è un bambino veramente indipendente (come mi hanno detto le educatrici della materna). In conclusione consiglio a tutte le future mamme di leggere il libro in questione….si troveranno bene come me!!

Anonymous 25/10/2008 at 1:59 pm

Ho letto il libro quando la mia prima figlia era già nata e non è andata bene mi metteva in ansia quando le cose non andavano come era descritto lì, mi aveva messo in crisi anche con l'allattamento (ragadi a parte 🙁 ) Ora la mia seconda bimba(ha circa 2 mesi)è molto EASY ma lo ha fatto da sola pur essendo allattata a richiesta… Non fatevi condizioanre troppo e soprattutto "la mamma ha sempre ragione e fa sempre bene… nulla è irrecuperabile" (I° corso pre parto) Auguri

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