De Cataldo, Romanzo criminale

by Francesca on 09/11/2008

Ispirato alla vera storia della banda della Magliana, Romanzo criminale di Giancarlo de Cataldo (giudice della Corte d’Assise romana) racconta l’ascesa e il dominio di una potente organizzazione criminale nella Roma degli anni di piombo, tra corruzione, legami mafiosi, servizi segreti ed intrecci con le più sanguinose vicende italiane (l’omicidio Moro, la strage di Bologna, l’uccisione di Dalla Chiesa e i tanti altri oscuri avvenimenti di quegl’anni).

Lo stile asciutto, la narrazione pulita, la caratterizzazione precisa dei personaggi, ne fanno uno strano e riuscitissimo ibrido tra cronaca giudiziaria e racconto epico, dove mito e realtà si compenetrano, lasciando il lettore a domandarsi cosa sia davvero successo e cosa, invece, sia frutto di invenzione.

E tutto ciò è assolutamente voluto. In un’intervista a Nino G. D’Attis, Giancarlo de Cataldo ha, infatti, dichiarato:
L’errore di fondo sta nel considerare Romanzo Criminale come una storia della Banda della Magliana. Prima ancora che dai rapporti giudiziari e dalle sentenze, la vera storia di questa holding criminale è stata ottimamente scritta da Bianconi, Flamini e altri. Il compito del narratore è di tradire la storia (che sarebbe bella cosa, diceva Tolstoi, se solo fosse vera) piegandola alle esigenze del Mito. Estrarre dai nudi fatti una linea metaforica e mitologica e puntare al cuore di una falsa storia: per ciò stesso più vera, e comunque più convincente, di quella ‘ufficiale’.

Sul versante realtà, affiora a tratti nel romanzo una discussione sui temi del garantismo penale, legata anche all’introduzione in Italia del sistema accusatorio (con la riforma del codice di procedura penale del 1988)purtroppo però gli unici punti di vista riportati sono quelli dello sbirro Scialoja (che ha ben pochi scrupoli morali ed è fermamente convinto che i problemi della giustizia si riducano all’avere troppi delinquenti liberi) e del colluso avvocato Vasta (preoccupato solo di tenere in libertà i suoi clienti criminali). Come ogni buon giudice, De Cataldo è attentissimo nel non far trapelare il suo punto di vista.

Sul versante invenzione, lascia perplessi che il coinvolgimento dei servizi segreti si limiti a poche frange devianti, oltrettutto orbitanti intorno ad un unico personaggio (peraltro magistralmente descritto): il Vecchio, un eccentrico uomo di potere che gioca con la storia, perseguendo un personalissimo disegno di caos e anarchia – giustamente paragonato al dr. Stranamore (che vuole la bomba per la bomba).

Dal libro sono stati tratti l’omonimo film di Michele Placido e la serie TV in onda su Sky dal 10 novembre. Nel 2007 è uscito il seguito di Romanzo criminale: Nelle mani giuste.


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