sentenza Diaz: che vergogna!

by Francesca on 14/11/2008

Certo bisogna farne di strada da una ginnastica di obbedienza
fino ad un gesto molto più umano che ti dia il senso della violenza,
però bisogna farne altrettanta per diventare così coglioni
da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni

Fabrizio De André, Nella mia ora di libertà


Il Tribunale di Genova ha assolto per le violenze perpetrate all’interno della scuola Diaz il 21 luglio 2001 i vertici della polizia: Franco Gratteri (a destra nella foto sotto), oggi direttore dell’anticrimine, Gianni Luperi, attuale capo del Dipartimento di analisi dell’Aisi (ex Sisde, il servizio segreto civile) e Gilberto Calderozzi, oggi capo dello SCO (servizio centrale operativo della polizia).


Dei 29 imputati 16 sono stati assolti: i 13 condannati sono tutti componenti del Settimo nucleo mobile di Roma, che fece di fatto irruzione all’interno della scuola.

Tra questi sono stati condannati a quattro anni (di cui tre condonati) l’allora capo del nucleo mobile Vincenzo Canterini (accusato di calunnia, falso ideologico e lesioni), e, rispettivamente, a tre anni e a due anni e sei mesi Pietro Troiani e Michele Burgio, ambedue imputati di calunnia, falso ideologico e violazione della legge sulle armi per aver introdotto bombe molotov all’interno della scuola.


Insomma la tesi accolta dai giudici è che le violenze e i falsi commessi furono un’iniziativa esclusiva del nucleo mobile di Roma, coperta (ma non ordinata) dal suo capo Canterini e in alcun modo appoggiata dai vertici delle forze dell’ordine.

Personalmente non ho seguito abbastanza da vicino il processo per sapere se vi fossero o no prove decisive a favore di un coinvolgimento dei capi della polizia (e, in particolare, di Gratteri, Luperi e Calderozzi), ma quello che certamente colpisce è la mitezza delle pene.

Un esempio tra tanti: Vincenzo Canterini è stato condannato a quattro anni di reclusione (di cui tre condonati) per concorso di falso ideologico e calunnia, quando (ex artt. 476-479 c.p.) il solo falso ideologico prevede una pena fino a 6 anni.

Anche se la ricostruzione dei giudici fosse esatta, se non ci fosse stato alcun “complotto”, se non ci fosse mai stato alcun ordine di entrare e massacrare, costruendo false prove per giustificare le violenze perpetrate, la vicenda sarebbe comunque gravissima, costituendo una chiara testimonianza della propensione delle nostre forze dell’ordine ad abusare dei proprio poteri, commettendo lesioni e delitti vari nei confronti delle persone inerti sottoposte alla loro autorità – perché come ho sentito più volte ripetere nelle aule di giustizia genovesi all’indomani dei fatti della Diaz e di Bolzaneto, queste cose in questura succedono tutti i giorni.
E a ben vedere lo scandalo è proprio che di questo non ci si scandalizzi più di questo – che gli stessi giudici, una volta ricostruita la vicenda nei termini di ordinario abuso di potere poliziesco, decidano di infliggere pene all’acqua di rose.

Tutto ciò, ripeto, a voler credere alla buona fede dei magistrati e c’è chi, molto più informato di me sulle vicende processuali, non ci crede affatto – come Beirut o le altre persone impegnate nel supporto legale.


Ad aggravare il senso di farsa si aggiunge poi anche il condono (frutto questo di scelte politiche e non giurisdizionali): dei complessivi 35 anni e sette mesi di reclusione inflitti ai 13 condannati, ben 32 anni e sei mesi sono stati condonati.

Insomma, dopo i complimenti politici e le promozioni, adesso sopraggiunge anche l’assoluzione giudiziaria, a sancire l’irrilevanza pubblica (istituzionale, politica e, adesso, giurisdizionale) di un evento che sconvolse una generazione (la mia) o, meglio, quanti di quella generazione all’epoca nutrivano qualche illusione nello stato di diritto e nella partecipazione democratica.

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Sofri, La notte che Pinelli « Francesca Poggi
06/02/2010 at 8:18 pm

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Teoz 14/11/2008 at 11:31 pm

Mi ricordo ancora tanti anni fa – al tempo della seconda vittoria di Berlusconi – un mio caro amico mi disse delle cose molto simili…"non ci resta che la letteratura. ogni forma di lotta politica in italia é assolutamente inutile". Non ci credevo, non ci volevo credere. Invece negli anni successivi mi sono sempre piu' reso conto che é vero. Il processo, i processi per i fatti di Genova, sono stati completamente inutili. I media non ne hanno parlato se non in occasione delle allucinanti sentenze. La politica, la sinistra (in effetti quale sinistra ?) se ne é sempre lavata le mani. Fra cent'anni i fatti di Genova 2001 verranno visti come un evento che avrà marcato un prima ed un dopo. Per tantissimi é stato cosi'. Per quelli che sono stati in piazza e sono stati bastonati. Per quelli che hanno visto il sangue, le pozze di sangue sul pavimento della Diaz. Per quelli che per quanto prevenuti non immaginavano che le forze dell'ordine potessero essere allo stesso tempo violente, vigliacche e sovversive. Oggi invece l'Italia – non solo i giudici o i politici o i media – l'Italia intera ci dice che non é successo quasi nulla. Un incidente sull'autostrada del sole, uno sciopero degli assistenti di volo, l'eliminazione prematura della nazionale agli europei.
E anche la mia reazione é quella di dire basta, chi se ne fotte, pensiamo al cibo, alle bambine, alla letteratura, all Sampdoria. Eppure no, bisogna trovare qualcosa, dei piccoli gesti rivoluzionari che possano mettere in crisi il sistema. Tanti piccoli granelli di sabbia nei meccanismi. Cercare qualcosa contro cui lottare in modo intelligente, non violento ma corrosivo. Avete delle idee ?

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