Sterling, Artificial Kid

by Francesca on 21/12/2008


A seguito di un colpo di stato, l’esotico pianeta Reverie e i suoi anelli articiali, sono governati da una plutocrazia, la Cabala, che, invero, pare esercitare il suo potere in maniera quantomai discreta, lasciando che gli abitanti (per lo più vecchissimi e ricchissimi) sguazzino tra droghe, feste ininterrotte e cruenti combattimenti nella zona Decriminalizzata, all’insegna di una video-cultura radicale, dove se non appari non esisti.
Un giorno però il vecchio fondatore, Moses Moses, che tutti credevano morto, si risveglia dal suo sonno criogeno scatenando la furia della Cabala (o, almeno, così pare) e costringendolo alla fuga insieme a due compagni di sventura: Artificial Kid, un idolo dei video da combattimento, e Sant’Anna due volte nata, una fanatica religiosa esiliata su Reverie.

La narrazione si fa più avvincente da metà libro in poi, ma, nel complesso, questo romanzo è alquanto deludente: tanti, troppi, temi – la video-dipendenza, la violenza-spettacolo, l’immortalità, l determinismo, i problemi relativi alla clonazione, il potere, la suggestione delle masse, ecc. – mescolati alla rinfusa o solo accennati.
Insomma, molti spunti interessanti, ma nessuno degnamente sviluppato – Sterling non riesce neppure a creare un’atmosfera ed anche i personaggi risultano tratteggiati in modo alquanto sommario e poco convincente.

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