
Circolo chiuso (The closed circle, 2004), di Jonathan Coe è la continuazione di La banda dei brocchi e, come questo, vuol essere un intreccio di pubblico e di privato, uno sguardo sulle vicende dell’Inghilterra contemporanea attraverso gli occhi di persone comuni, che fanno la loro vita.
I nostri eroi sono cresciuti e l’età adulta non ha mantenuto nessuna delle speranze dell’adolescenza, così come l’attualità politica non ha mantenuto nessuna delle aspettative degli anni ‘70. Gli uomini sono, forse, quelli messi peggio – soprattutto Benjamin, aspirante scrittore e compositore, che ha finito per fare il contabile e sposare una donna che non ama. Le donne (o, almeno, alcune di loro) sono riuscite quantomeno a conservare la dignità, pur in mezzo a matrimoni falliti e delusioni sentimentali. Paul, ovviamente, è entrato in politica, ma coi labour di Blair: il precoce genio del male si è trasformato in un politicante goffo e instupidito – una figura decisamente realistica.

Nel complesso, è un romanzo piuttosto deprimente (pochi gli spunti ironici o i passaggi esilaranti): molti dei protagonisti sono morbosamente ripiegati sul loro passato (sugli amori o i traumi dell’adolescenza), mentre il mondo va avanti, con guerre, licenziamenti di massa, affaristi che la fanno franca, politici opportunisti e destre xenofobe.
In Circolo chiuso viene esplicitato un tema ricorrente nelle opere di Coe: la necessità di tutto ciò che accade – come ogni evento sia parte di una catena di cause ed effetti che non possiamo controllare, ma la cui conoscenza, in qualche modo, ci salverebbe, riscatterebbe le nostre esistenze (o, forse, ci farebbe semplicemente ammattire). Un tema, di per sè non originale, che, in altre opere, Coe è riuscito ad articolare in modo geniale (soprattutto ne La famiglia Winshaw).
Come sempre, Coe alterna registri stilistici differenti, ma in modo meno brillante che in altri suoi romanzi. Qualche parte, specie all’inizio, mi è sembrata decisamente noiosa – il diario di Claire, ad esempio, è quasi irritante per l’accozzaglia di luoghi comuni sull’universo femminile.
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