Genna, Hitler

by Francesca on 19/05/2010

Genna Hitler

Hitler di Giuseppe Genna (Mondadori, 2008) è la storia di Adolf Hitler (dall’infanzia alla morte) più che romanzata, scritta in forma di romanzo. Un testo da cui ho appreso molto su Hitler, la sua personalità, la sua (incredibile) vita, ma anche sulla società tedesca di quegli anni e sul secondo conflitto mondiale: consiglierei di adottarlo nelle scuole, sarebbe un modo divertente di imparare la storia – sono 665 pagine che si divorano in un fiato.

Le parti che ho più apprezzato sono quelle narrative, in cui Genna si limita a raccontare fatti veri, che trascrive e colora nello stile del romanzo, o fatti inventati, ma possibili, con stile asciutto, quasi nervoso, che traccia quadri intensi con poche pennellate – una scrittura quasi impressionista.

Le parti che mi hanno convinto meno sono quelle in cui  interviene più pesantemente l’inventiva dello scrittore – la storia del lupo Fenrir, ad esempio, all’inizio è suggestiva, ma poi l’autore ci insiste troppo (il lupo appare addirittura ad Hitler) e finisce per annoiare. Nemmeno mi ha del tutto convinto l’insistenza sulla figura di Hitler come ‘non-umano’: certo, quest’uomo ha costituito la negazione di tutti i valori in cui la maggior parte degli esseri umani crede, ma ciò che è spaventoso, e in qualche modo osceno, in questa storia è proprio che si tratta di un uomo come tutti gli altri – di una persona mediocre, arrivata ad esercitare un enorme potere per effetto di coincidenze incredibili – cosa che, peraltro, lo accomuna a moltissimi altri dittatori.

Qualcuno ha criticato questo romanzo per la materia trattata: personalmente credo che la letteratura debba spezzare i tabù e non subirli – non ci sono zone vietate, solo cattivi romanzi e questo non è uno di quelli.

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