Coe, L’amore non guasta

by Francesca on 01/06/2010

L'amore non guasta

Una delusione. L’amore non guasta (A touch of love, 1989) ripropone alcuni dei temi più ricorrenti della narrativa di Jonathan Coe (l’alternativa caso/necessità, lo sterminato effetto domino che comanda le nostre esistenze, l’adolescenza come periodo chiave della vita), ma li combina in una storia fiacca, senza invettiva, piuttosto noiosa.

Per ragioni autobiografiche, non ho potuto non apprezzare l’ambientazione universitaria e i personaggi degli eterni dottorandi o ex-dottorandi, che permangono, tra frustrazioni e illusioni, nel limbo della vita studentesca, senza riuscire del tutto a mascherare, al mondo e a se stessi, il loro effettivo status di trentenni disoccupati. Ma anche questa condizione non è certo indagata con l’abilità introspettiva che Coe mostra in altri romanzi, e la critica sociale è del tutto assente.

Alla fine le parti migliori e più convincenti sono i racconti (ovviamente, inediti) di uno dei protagonisti – poche pagine in cui Coe ritrova ironia e sarcasmo.

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