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	<title>Francesca Poggi &#187; fantascienza</title>
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		<title>Dick, La penultima verità</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 11:59:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[La penultima verità]]></category>
		<category><![CDATA[Philip K. Dick]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutt&#8217;intorno, su ogni lato, Nicholas vide altri ex residenti di formicai, ora in qualche modo residenti in superficie. Tutti ancora tangibilmente, visibilmente deprivati, tutti esautorati di ciò che, nel senso fisico più letterale, apparteneva a loro.
&#8220;Non è un gran bel modo di ereditare la Terra&#8221; disse Blair vedendo la sua espressione. &#8220;Forse non siamo stati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><div style="text-align: right; font-style: italic;">Tutt&#8217;intorno, su ogni lato, Nicholas vide altri ex residenti di formicai, ora in qualche modo residenti in superficie. Tutti ancora tangibilmente, visibilmente deprivati, tutti esautorati di ciò che, nel senso fisico più letterale, apparteneva a loro.<br />
&#8220;Non è un gran bel modo di ereditare la Terra&#8221; disse Blair vedendo la sua espressione. &#8220;Forse non siamo stati abbastanza mansueti.&#8221;<br />
&#8220;O forse lo siamo stati troppo&#8221; ribattè Nicholas</p>
</div>
<p><a href="http://2.bp.blogspot.com/_0nclneY8j1M/Sm7wW8RqL2I/AAAAAAAAAsA/AoJ4VO2-wR0/s1600-h/Philip_K_Dick.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5363488483172822882" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_0nclneY8j1M/Sm7wW8RqL2I/AAAAAAAAAsA/AoJ4VO2-wR0/s400/Philip_K_Dick.jpg" border="0" alt="" /></a></p>
<p><span style="font-style: italic;"><span style="font-weight: bold;">La penultima verità</span> </span>(<span style="font-style: italic;">The Penultimate Truth</span>, 1964) è un tipico romanzo di <a href="http://www.philipkdick.com/">Philip K. Dick</a> per temi, struttura narrativa, pregi e difetti.</p>
<p>Al centro della storia due veri e propri topoi della narrativa dickiana (che, diversamente coniugati, si ritrovano, ad esempio, anche in<a href="http://www.francescapoggi.com/2008/02/dick-e-jones-creo-il-mondo/"><span style="font-style: italic;"> E Jones creò il mondo</span></a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Le_tre_stimmate_di_Palmer_Eldritch"><span style="font-style: italic;">Le tre stimmate di Palmer Eldritch</span></a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Noi_marziani"><span style="font-style: italic;">Noi marziani</span></a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_svastica_sul_sole"><span style="font-style: italic;">La svastica sul sole</span></a>): <span style="font-weight: bold;">il potere</span>, specie quello carismatico (che qui si incarna nei personaggi antagonisti di Lantano e Brose) e <span style="font-weight: bold;">l&#8217;illusione</span>, la menzogna sistematica, allucinatoria, che lo sostiene e lo perpetra.</p>
<p>Geniale, come sempre,<span style="font-weight: bold;"> l&#8217;idea alla base della narrazione</span>: 15 anni dopo lo scoppio della <span style="font-weight: bold;">terza guerra mondiale</span>, la maggior parte degli abitanti della Terra vive nel sottosuolo, in strutture sovraffollante soprannominate &#8216;<span style="font-weight: bold;">formicai</span>&#8216;, dove si dedica alla costruzione di robot bellici, sotto l&#8217;incombente minaccia di non raggiungere la propria quota produttiva ed essere deportata su una superficie devastata da ordigni atomici e virus letali. Solo che, in realtà, <span style="font-weight: bold;">la guerra è già finita</span> da diversi anni, e il pianeta è governato da un&#8217;elite che si è spartita le terre decontaminate e inganna il resto della popolazione con falsi filmati e proclami.</p>
<p>Interessante<span style="font-weight: bold;"> l&#8217;autogiustificazione del potere</span> per lo stato di <span style="font-weight: bold;">schiavitù</span> (effettiva, ma inconsapevole) in cui vengono mantenuti miliardi di persone: le masse (dei due blocchi contrapposti) hanno causato la guerra e le masse non accetterebbero una soluzione diversa dalla vittoria &#8211; salvare il mondo è allora salvarlo dalle masse, consegnandolo ad ristretto gruppo di autorità comandate da un uomo carismatico.</p>
<p>Come spesso accade nei romanzi di Dick, non manca <span style="font-weight: bold;">qualche pasticcio nella trama</span> e, soprattutto, abbondano gli <span style="font-weight: bold;">elementi totalmente inutili allo sviluppo narrativo</span> &#8211; c&#8217;è sempre l&#8217;impressione che abbia iniziato a scrivere il romanzo senza aver ancora idea di come concluderlo, di come sciogliere l&#8217;intreccio.</p>
<p>Un libro comunque <span style="font-weight: bold;">piacevole</span> che si legge in un pomeriggio al mare: non il migliore di Dick (che, a mio giudizio, resta il poco fantascientifico <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Un_oscuro_scrutare"><span style="font-style: italic;">Un oscuro scrutare</span></a>),  ma di certo nemmeno il peggiore (che, sia pure contro l&#8217;opinione dominante, continuo a ritenere <span style="font-style: italic;">La svastica sul sole</span>).</p>
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		<title>Vinge, Universo Incostante</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jan 2009 16:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[A Fire upon the Deep]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Universo incostante]]></category>
		<category><![CDATA[Vernor Vinge]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il sottogenere d&#8217;avventura non è certo tra i miei preferiti, ma Universo incostante (A Fire upon the Deep, 1992) di Vernor Vinge è decisamente uno dei romanzi di fantascienza più belli che abbia letto negli ultimi anni.
Vinge immagina un universo in cui le leggi fisiche variano a seconda delle zone. In corrispondenza del centro della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><span style="text-decoration: underline;"></p>
<p></span><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_0nclneY8j1M/SYW4QNz9UsI/AAAAAAAAAno/vb1GVh9LLZo/s1600-h/vinge.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 192px; height: 288px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_0nclneY8j1M/SYW4QNz9UsI/AAAAAAAAAno/vb1GVh9LLZo/s400/vinge.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5297843125396263618" border="0" /></a><br />Il sottogenere d&#8217;avventura non è certo tra i miei preferiti, ma <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Universo_incostante"><span style="font-style: italic; font-weight: bold;">Universo incostante</span></a> (<span style="font-style: italic; font-weight: bold;">A Fire upon the Deep</span><span style="font-weight: bold;">, 1992</span>) di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vernor_Vinge">Vernor Vinge</a> è decisamente uno dei romanzi di <span style="font-weight: bold;">fantascienza</span> più belli che abbia letto negli ultimi anni.</p>
<p>Vinge immagina un universo in cui le <span style="font-weight: bold;">leggi fisiche variano a seconda delle zone</span>. In corrispondenza del centro della nostra galassia si trovano le inesplorate e inesplorabili <span style="font-weight: bold;">Profondità imponderabili</span>, poi viene la <span style="font-weight: bold;">zona Lenta</span>, il regno degli idioti e dei calcolatori meccanici, dove non sono possibili programmi senzienti e la velocità della luce costituisce una barriera insuperabile, quindi l&#8217;<span style="font-weight: bold;">Esterno</span>, con la sua alta tecnologia e il suo insieme eterogeneo di razze, e, infine, il <span style="font-weight: bold;">Trascendente</span>, la zona più evoluta, i cui abitanti sono <span style="font-weight: bold;">Potenze</span>, esseri quasi-divini, dall&#8217;intelligenza sconfinata e la vita brevissima.</p>
<p>Un ruolo centrale nell&#8217;universo di Vinge è svolto dalla comunicazione e dalla <span style="font-weight: bold;">Rete</span> &#8211; una sorta di internet futuribile che mette in contatto tutti gli abitanti dell&#8217;Esterno ed è accessibile anche dalle Potenze del Trascendente &#8211; come nel mondo reale, anche qui la <span style="font-weight: bold;">conoscenza</span> è il bene primario su cui si gioca l&#8217;evoluzione e la prosperità delle razze.<br />La <span style="font-weight: bold;">vecchia Terra</span>, che nel romanzo non compare se non come uno sbiadito ricordo, si trova, ovviamente, al centro della zona Lenta, dove il progresso è ostacolato da leggi fisiche che impediscono non solo la tecnologia più evoluta, ma, soprattutto, il contatto tra le civiltà, relegando ogni pianeta abitato ad una distanza insuperabile dalle altre forme di vita &#8211; e generando un senso di <span style="font-weight: bold;">claustrofobia </span>che attanaglia il lettore: davvero ci si sente intrappolati in questa zona Lenta, tagliati fuori dalle meraviglie dell&#8217;universo.</p>
<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_0nclneY8j1M/SYW4WLehJkI/AAAAAAAAAnw/6QaDHsfydfs/s1600-h/vialattea03.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 321px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_0nclneY8j1M/SYW4WLehJkI/AAAAAAAAAnw/6QaDHsfydfs/s400/vialattea03.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5297843227848681026" border="0" /></a><br />Al confine tra la zona lenta e il Trascendente, gli abitanti (razza homo sapiens) del <span style="font-weight: bold;">regno di Straumli</span> scovano un antichissimo archivio e riportano, involontariamente, in vita una Potenza, una <span style="font-weight: bold;">Perversione</span>, un essere  remoto e dall&#8217;enorme potente. Prima di essere totalmente annientati, alcuni di loro riescono a fuggire, portando con sè qualcosa che, per qualche motivo, la Perversione desidera e atterrano fortunosamente su <span style="font-weight: bold;">Artiglio, </span>uno sperduto pianeta nel <span style="font-weight: bold;">Fondo</span>, il confine tra l&#8217;Esterno e la zona Lenta. Inizia una <span style="font-weight: bold;">caccia interplanetaria</span> che distruggerà non pochi mondi. Nel mentre qualcosa agita i confini tra le zone&#8230;</p>
<p>Una<span style="font-weight: bold;"> trama solida, avvincente e ben strutturata</span>, narrata con una scrittura brillante e fluente (forse con qualche refuso di troppo nella traduzione italiana di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gianluigi_Zuddas">Gianluigi Zuddas</a>).<br />Un <span style="font-weight: bold;">finale dolce-amaro</span>, nient&#8217;affatto scontato.</p>
<p>Uno dei punti di forza del romanzo risiede sicuramente nella caratterizzazione dei personaggi e nell&#8217;<span style="font-weight: bold;">invenzione delle razze aliene</span> &#8211; i due simpatici <span style="font-weight: bold;">Skrode</span> (creature intelligenti dalla forma di alberelli), ma, soprattutto, gli <span style="font-weight: bold;">abitanti del pianeta Artiglio</span>: creature simili a cani, ma dal collo molto allungato, che vivono in aggruppi formati da 4-8 membri (molti di più nelle zone equatoriali) e sono dotati di una mente collettiva.</p>
<p>Questo romanzo, che ha vinto il <a href="http://www.thehugoawards.org/"><span style="font-weight: bold;">premio Hugo</span></a>, sembra attendere solo un bravo sceneggiatore per farne un film che non avrebbe proprio nulla da invidiare a <span style="font-style: italic;">Guerre stellari</span>!</p>
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		<title>Bradbury, Tangerine</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 09:14:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ray bradbury]]></category>
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		<description><![CDATA[Tangerine raccoglie 25 racconti brevi scritti da Ray Bradbury di cui solo alcuni di fantascienza &#8211; in senso ampio: insomma, non vi aspettate storie di invasioni aliene e guerre spaziali.
Purtroppo la qualità delle storie è davvero modesta: l&#8217;inventiva è piuttosto limitata ed anche la scrittura, complice forse una brutta traduzione, non è certo brillante.
Sconcertante l&#8217;immagine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_0nclneY8j1M/SXBTB-OVHZI/AAAAAAAAAnE/AMHnUGvu9Xg/s1600-h/raybradbury.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 358px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_0nclneY8j1M/SXBTB-OVHZI/AAAAAAAAAnE/AMHnUGvu9Xg/s400/raybradbury.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5291820855508409746" border="0" /></a><br /><span style="font-weight: bold;">Tangerine </span>raccoglie <span style="font-weight: bold;">25 racconti</span> brevi scritti da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ray_Bradbury">Ray Bradbury</a> di cui solo alcuni di <span style="font-weight: bold;">fantascienza</span> &#8211; in senso ampio: insomma, non vi aspettate storie di invasioni aliene e guerre spaziali.</p>
<p>Purtroppo la <span style="font-weight: bold;">qualità delle storie</span> è davvero <span style="font-weight: bold;">modesta</span>: l&#8217;inventiva è piuttosto limitata ed anche la scrittura, complice forse una brutta traduzione, non è certo brillante.</p>
<p>Sconcertante l&#8217;immagine delle <span style="font-weight: bold;">donne </span>e della vita di coppia che emerge da alcuni dei racconti: un misto di banalità e luoghi comuni talmente usurati da apparire inattuali persino nell&#8217;odierna italietta borghese.</p>
<p>Insomma, <span style="font-weight: bold;">non vale il prezzo della copertina</span>: dall&#8217;autore di <span style="font-style: italic;">Cronache marziane</span> e <span style="font-style: italic;">Fahrenheit 451</span> mi aspettavo molto di più.<br /><span style="font-weight: bold;"></span></p>
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		<title>Sterling, Artificial Kid</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Dec 2008 18:21:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Artificial Kid]]></category>
		<category><![CDATA[Bruce Sterling]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
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		<description><![CDATA[A seguito di un colpo di stato, l&#8217;esotico pianeta Reverie e i suoi anelli articiali, sono governati da una plutocrazia, la Cabala, che, invero, pare esercitare il suo potere in maniera quantomai discreta, lasciando che gli abitanti (per lo più vecchissimi e ricchissimi) sguazzino tra droghe, feste ininterrotte e cruenti combattimenti nella zona Decriminalizzata, all&#8217;insegna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_0nclneY8j1M/SU6JecCU5PI/AAAAAAAAAmc/Yl3xU2W3whc/s1600-h/sterling.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 300px; height: 249px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_0nclneY8j1M/SU6JecCU5PI/AAAAAAAAAmc/Yl3xU2W3whc/s400/sterling.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5282310568967202034" border="0" /></a><br />A seguito di un colpo di stato, l&#8217;esotico pianeta <span style="font-weight: bold;">Reverie</span> e i suoi anelli articiali, sono governati da una <span style="font-weight: bold;">plutocrazia</span>, la Cabala, che, invero, pare esercitare il suo potere in maniera quantomai discreta, lasciando che gli abitanti (per lo più vecchissimi e ricchissimi) sguazzino tra droghe, feste ininterrotte e cruenti combattimenti nella <span style="font-weight: bold;">zona Decriminalizzata</span>, all&#8217;insegna di una video-cultura radicale, dove <span style="font-weight: bold;">se non appari non esisti</span>.<br />Un giorno però il vecchio fondatore, Moses Moses, che tutti credevano morto, si risveglia dal suo sonno criogeno scatenando la furia della Cabala (o, almeno, così pare) e costringendolo alla fuga insieme a due compagni di sventura: <span style="font-weight: bold;">Artificial Kid</span>, un idolo dei video da combattimento, e Sant&#8217;Anna due volte nata, una fanatica religiosa esiliata su Reverie.</p>
<p>La narrazione si fa più avvincente da metà libro in poi, ma, nel complesso, questo romanzo è <span style="font-weight: bold;">alquanto deludente</span>: tanti, troppi, temi &#8211; la video-dipendenza, la violenza-spettacolo, l&#8217;immortalità, l determinismo, i problemi relativi alla clonazione, il potere, la suggestione delle masse, ecc. &#8211; mescolati alla rinfusa o solo accennati. <br />Insomma, <span style="font-weight: bold;">molti spunti interessanti, ma nessuno degnamente sviluppato</span> &#8211; Sterling non riesce neppure a creare un&#8217;atmosfera ed anche i personaggi risultano tratteggiati in modo alquanto sommario e poco convincente.</p>
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		<title>Heinlein, Starship Troopers</title>
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		<pubDate>Sat, 10 May 2008 14:45:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Fanteria dello spazio]]></category>
		<category><![CDATA[Fanteria Spaziale mobile]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Robert Heinlein]]></category>
		<category><![CDATA[Starship Troopers]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Ne conseguì l&#8217;affermazione secondo cui tutte le guerre nascono da un&#8217;esplosione demografica (già, anche le crociate, per quanto occorra approfondire le motivazioni commerciali, il carattere dell&#8217;incremento delle nascite e un sacco di altre cose per poterlo dimostrare).Tutte le regole morali hanno come matrice l&#8217;istinto di conservazione. Il comportamento morale può essere manifestato solo da chi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><div style="text-align: right;"><span style="font-style: italic;"><span style="font-style: italic;">&#8220;</span>Ne conseguì l&#8217;affermazione secondo cui tutte le guerre nascono da un&#8217;esplosione demografica (già, anche le crociate, per quanto occorra approfondire le motivazioni commerciali, il carattere dell&#8217;incremento delle nascite e un sacco di altre cose per poterlo dimostrare).</span><br /><span style="font-style: italic;">Tutte le regole morali hanno come matrice l&#8217;istinto di conservazione. Il comportamento morale può essere manifestato solo da chi si eleva al di sopra del livello dell&#8217;individuo, come un padre che muore per salvare il figlio</span>&#8220;</div>
<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_0nclneY8j1M/SCW17cUUgXI/AAAAAAAAAUo/md7_eVsOjMg/s1600-h/Heinlein.JPG"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_0nclneY8j1M/SCW17cUUgXI/AAAAAAAAAUo/md7_eVsOjMg/s400/Heinlein.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5198761377687437682" border="0" /></a></p>
<p><span style="font-style: italic;"><span style="font-weight: bold;">Starship Troopers</span> </span>(1959) di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Anson_Heinlein">Robert A. Heinlein</a> è un avvincente romanzo di <span style="font-weight: bold;">fantascienza</span>, retto però da un&#8217;<span style="font-weight: bold;">intollerabile </span>e intollerante <span style="font-weight: bold;">spirito militarista,</span> tutto &#8220;patria, famiglia, bandiera&#8221;, e da un&#8217;<span style="font-weight: bold;">etica unilaterale e manicheista</span>.</p>
<p>Nel futuro il <span style="font-weight: bold;">diritto di voto</span> (attivo e passivo) e la connessa qualifica di <span style="font-weight: bold;">cittadini </span>sono riservati a quei terrestri che abbiano svolto almeno <span style="font-weight: bold;">due anni di servizio militare</span>.<br /><span style="font-weight: bold;">Juan Rico</span>, terminata l&#8217;Università, si arruola, più per seguire gli amici e far colpo su una ragazza che per convinzione personale, ma ben presto lo spirito della <span style="font-weight: bold;">fanteria spaziale mobile</span> lo assorbe e lo contagia.</p>
<p>In questo universo dove la <span style="font-weight: bold;">filosofia morale</span> è considerata una <span style="font-weight: bold;">scienza esatta</span>, al pari della matematica, e chi non condivide i valori dominanti è escluso dalla vita politica, l&#8217;esercito terrestre è costantemente impegnato in più o meno impegnative missioni belliche contro soggetti riottosi &#8211; alieni che in qualche modo non hanno rispettato l&#8217;autorità degli umani.<br />Insomma, domani come oggi, il compito di <span style="font-weight: bold;">mantenere l&#8217;ordine</span> è affidato, non alla diplomazia, ma alla forza degli eserciti.</p>
<p>Ben presto scoppia però una vera e propria guerra contro gli intelligenti abitanti di Klendathu, che si spingono fino a distruggere alcune città terresti: i nostri nemici sono <span style="font-weight: bold;">mostruosi ragni giganti</span>, organizzati secondo un <span style="font-weight: bold;">sistema comunista</span> che non attribuisce alcun valore all&#8217;individuo &#8211; non per nulla il romanzo è stato scritto in piena <span style="font-weight: bold;">guerra fredda</span>.</p>
<p>Gli insopportabili <span style="font-weight: bold;">pistolotti pseudo-filosofici</span> con cui si giustifica il regime politico in mano agli ex-militari e si esalta la violenza come strumento educativo e mezzo per risolvere ogni conflitto fanno di Heinlein un precursore dei sogni più segreti degli attuali <span style="font-weight: bold;">neo-con americani</span> &#8211; ma solo perché manca un&#8217;esaltazione esplicita della razza umana e dell&#8217;impero terrestre, altrimenti l&#8217;etichetta di neo-nazista non gliela toglierebbe nessuno.</p>
<p>Da questo romanzo è stato tratto l&#8217;omonimo film del 1997<span style="font-style: italic;"><span style="font-weight: bold;"> </span><span><a href="http://www.jgcinema.org/pages/view.php?cat=articoli_dossier&amp;id=80&amp;id_film=0&amp;id_dossier=15">Starship Troopers</a> </span></span><span><span>(uscito in Italia con il titolo <span style="font-weight: bold;">Fanteria dello spazio</span>).<br /></span></span></p>
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		<title>Silverberg, L&#8217;uomo nel labirinto</title>
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		<pubDate>Sat, 03 May 2008 10:19:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[L'uomo nel labirinto]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Robert Silverberg]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Il mio messaggio è questo: è una fortuna per l&#8217;umanità che ciascuno di noi resti chiuso nella propria testa, perchè se avessimo anche solo una quantità minima di telepatia, anche solo quella confusa, non verbale, che ho io, non potremmo sopportarci a vicenda.La società umana sarebbe impossibile&#8220;

L&#8217;uomo nel labirinto (1969) di Robert Silverberg non è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><div style="text-align: right;"><span style="font-style: italic;"><span style="font-style: italic;">&#8220;</span>Il mio messaggio è questo: è una fortuna per l&#8217;umanità che ciascuno di noi resti chiuso nella propria testa, perchè se avessimo anche solo una quantità minima di telepatia, anche solo quella confusa, non verbale, che ho io, non potremmo sopportarci a vicenda.<br />La società umana sarebbe impossibile</span>&#8220;</p>
<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_0nclneY8j1M/SBw92CQK1wI/AAAAAAAAAUg/XlPuay9AtoE/s1600-h/03silverberg.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_0nclneY8j1M/SBw92CQK1wI/AAAAAAAAAUg/XlPuay9AtoE/s400/03silverberg.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5196096068605630210" border="0" /></a>
<div style="text-align: left;"><span style="font-style: italic;"><br /><span style="font-weight: bold;">L&#8217;uomo nel labirinto</span> </span>(1969) di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Silverberg">Robert Silverberg</a> non è certo uno dei 10 romanzi di fantascienza più belli che abbia mai letto &#8211; l&#8217;idea di fondo non è di quelle particolarmente folgoranti, gli sviluppi narrativi sono piuttosto prevedibili e c&#8217;è qualche velleità filosofica di troppo &#8211; ma è comunque un bel libro, <span style="font-weight: bold;">avvicente</span>, <span style="font-weight: bold;">ben scritto</span> e ben tradotto, di quelli che si leggono d&#8217;un fiato.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Dick Muller</span> è un mediatore, un uomo che vaga per lo spazio a dirimere conflitti tra le colonie umane disseminate per la galassia, ed è anche il primo terrestre ad essere entrato in contatto con una razza aliena intelligente, gli abitanti di <span style="font-weight: bold;">Beta Hydri IV</span>. E&#8217; un <span style="font-weight: bold;">novello</span> <span style="font-weight: bold;">Ulisse</span>, animato da una sete inesauribile di conoscenza, che si è spinto troppo lontano oltre le colonne d&#8217;Ercole ed ha ricevuto un dono che lo rende disgustoso e insopportabile per tutti i suoi simili &#8211; una sventura che Muller vive come una vera e propria <span style="font-weight: bold;">maledizione divina</span>, una punizione per la sua <span style="font-style: italic;"><a href="http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/H/hybris.shtml">hybris</a>.</p>
<p></span>
<div style="text-align: left;">Per sfuggire gli umani che lo sfuggono Muller decide allora di nascondendersi nel <span style="font-weight: bold;">labirinto di Lemnos</span>: nella città costruita da una civiltà ormai scomparsa e circondata da un dedalo di trappole mortali. Ma dopo 9 anni di isolamento, una spedizione giunge per stanarlo: gli uomini, che non ne sopportano la presenza, hanno di nuovo bisogno di lui.</p>
<p>La vera abilità di Robert Silverberg, più che nel tratteggiare le psicologie dei suoi personaggi o nell&#8217;ideare trame, consiste nell&#8217;<span style="font-weight: bold;">inventare mondi</span>: nell&#8217;immaginare ambientazioni fantastiche, città, vegetazioni e fauna aliene, descritte in modo nitido e realistico. La città di Lenmos con la sua architettura surreale e le belve feroci, l&#8217;atmosfera cupa e nuvolosa  e i funghi giganti di Beta Hydri IV, l&#8217;ottavo mondo di Alfa Centauri B coi suoi laghi di metano liquido e le spiagge di ammoniaca sono tra le tante indimenticabili invenzioni di questo geniale creatore di pianeti.  </div>
<p><span style="font-style: italic;"><br /></span></div>
<div style="text-align: right;"></div>
<div style="text-align: right;"></div>
<p>
<div style="text-align: center;">
</div>
</div>
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		<title>Dick, Next e altri racconti</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Apr 2008 11:38:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Next e altri racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Philip K. Dick]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[the golden man]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Tutto quello che posso dire è: spero con tutto il cuore che questa non sia la razza futura&#8220;

Next e altri racconti (Fannucci editore, 2008) raccoglie 6 racconti di Philip K. Dick da cui sono state tratte altrettante pellicole cinematografiche.
Questa pubblicazione costituisce essenzialmente un&#8217;operazione di marketing finalizzata a pubblicizzare il film Next (regia di Lee Tamahori), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><div style="text-align: right;"><span style="font-style: italic;">&#8220;Tutto quello che posso dire è: </span>spero con tutto il cuore che questa non sia la razza futura<span style="font-style: italic;">&#8220;</span></div>
<p><a href="http://bp1.blogger.com/_0nclneY8j1M/R_YThAS1daI/AAAAAAAAAQo/fWIdqhAKh5g/s1600-h/pkd.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5185353478699316642" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_0nclneY8j1M/R_YThAS1daI/AAAAAAAAAQo/fWIdqhAKh5g/s400/pkd.jpg" border="0" alt="" /></a><br />
<span style="font-style: italic; font-weight: bold;">Next e altri racconti</span> (Fannucci editore, 2008) raccoglie <span style="font-weight: bold;">6 racconti di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Philip_K._Dick">Philip K. Dick</a></span><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Philip_K._Dick"> </a>da cui sono state tratte altrettante pellicole cinematografiche.<br />
Questa pubblicazione costituisce essenzialmente un&#8217;operazione di marketing finalizzata a pubblicizzare il film <a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=46964"><span style="font-style: italic;">Next</span></a> (regia di Lee Tamahori), di prossima uscita in Italia, ma rappresenta comunque una buona occasione per (ri)leggere alcuni dei migliori racconti di Dick.</p>
<p>Al centro di <span style="font-style: italic; font-weight: bold;">Next </span>(titolo originale: <span style="font-style: italic;">The Golden Man</span>) vi è, non solo e non tanto il tema della mutazione genetica e della precognizione (due topos ricorrenti nell&#8217;immaginario dickiano), quanto piuttosto quello dell&#8217;<span style="font-weight: bold;">estinzione della specie umana</span> e della sua sostituzione con una razza differente.<br />
Lo stesso tema si ritrova anche in <span style="font-style: italic; font-weight: bold;">Modello Due</span> (titolo originale:<span style="font-style: italic;"> Second Variety</span>), dove, in un mondo devastato dalla guerra, emergono dei micidiali androidi che annienteranno quel che resta dell&#8217;umanità.<br />
In entrambe le vicende, sono gli stessi uomini a &#8220;creare&#8221;, sia pure inconsapevolmente, gli esseri che li rimpiazzeranno: il mutante precognitivo e antropomorfo di <span style="font-style: italic;">Next</span> è un prodotto delle radiazioni atomiche, così come gli androidi di <span style="font-style: italic;">Modello Due</span> sono costruiti da macchine create dagli americani per sterminare i loro nemici. Mentre in <span style="font-style: italic;">Next</span> uno dei fulcri dell&#8217;invenzione letteraria consiste nella distanza che ci separa dalla possibile <span style="font-weight: bold;">futura razza dominante</span> &#8211; il mutante umano, apparentemente così simile a noi, è in realtà molto diverso (e non solo per la carnagione dorata, l&#8217;aspetto piacente e i poteri precognitivi) &#8211; in<span style="font-style: italic;"> Modello Due</span>, al contrario, una delle invenzioni di Dick consiste nell&#8217;immaginare che gli androidi (un insieme di bulloni e metallo) ci assomiglino più di quanto gli convenga &#8211; e in questa somiglianza si celano i germi della loro stessa estinzione.</p>
<p><a href="http://bp3.blogger.com/_0nclneY8j1M/R_aYsgS1dbI/AAAAAAAAAQw/-wUUFtDS_5M/s1600-h/next+poster-lg.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5185499911314306482" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_0nclneY8j1M/R_aYsgS1dbI/AAAAAAAAAQw/-wUUFtDS_5M/s400/next+poster-lg.jpg" border="0" alt="" /></a></p>
<p><span style="font-weight: bold;"><span style="font-style: italic;">Ricordiamo per voi</span> </span>(titolo originale: <span style="font-style: italic;">We Can Remember It For Your Wholesale</span>) e <span style="font-weight: bold;"><span style="font-style: italic;">Impostore</span> </span>(titolo originale: <span style="font-style: italic;">Impostor</span>) sono, invece, accomunati dal tema della fragilità e dell&#8217;incertezza dell&#8217;<span style="font-weight: bold;">identità personale</span>, fondata com&#8217;è unicamente su ricordi manipolabili.<br />
Tra tutti i film tratti dalle opere di Dick, <a style="font-style: italic;" href="http://www.imdb.com/title/tt0160399/">Impostor</a> (regia di Gary Fleder) è forse uno dei più riusciti e, soprattutto, dei più fedeli e aderenti al testo dickiano.<br />
Lo stesso non si può certo dire di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Atto_di_forza"><span style="font-style: italic;">Atto di forza</span></a> (<span style="font-style: italic;">Total Recall</span>, regia di Paul Verhoeven), ispirato a <span style="font-style: italic;">Ricordiamo per voi</span>, che, pur essendo un gradevole film d&#8217;azione, non conserva né la trama né lo spirito del racconto di Dick &#8211; a differenza di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Minority_Report"><span style="font-style: italic;">Minority Report</span></a> che, quanto meno, non si allontana troppo dai classici temi dickiani.</p>
<p><a href="http://bp3.blogger.com/_0nclneY8j1M/R_aZRgS1dcI/AAAAAAAAAQ4/fy1mfXrUlNA/s1600-h/impostor.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5185500546969466306" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_0nclneY8j1M/R_aZRgS1dcI/AAAAAAAAAQ4/fy1mfXrUlNA/s400/impostor.jpg" border="0" alt="" /></a></p>
<p><span style="font-style: italic; font-weight: bold;">Rapporto di minoranza</span> (titolo originale: <span style="font-style: italic;">The minority report</span>) è incentrato sul tema e i paradossi legati alla <span style="font-weight: bold;">precognizione</span> e alla sua incidenza sul futuro, nonché sul problema del controllo sociale e del rischio costante di dittature militari &#8211; gli stessi argomenti che si ritrovano anche ne <span style="font-style: italic; font-weight: bold;">I labirinti della memoria</span> (titolo originale: <span style="font-style: italic;">Paycheck</span>), sebbene qui siano svolti in modo più superficiale e meno problematizzato.</p>
<p><a href="http://bp1.blogger.com/_0nclneY8j1M/R_aZ1AS1ddI/AAAAAAAAARA/VPtLQgxFvxs/s1600-h/minority-report-01.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5185501156854822354" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_0nclneY8j1M/R_aZ1AS1ddI/AAAAAAAAARA/VPtLQgxFvxs/s400/minority-report-01.jpg" border="0" alt="" /></a></p>
<p>In questo blog su Dick si può leggere anche una recensione a <a href="http://www.francescapoggi.com/2008/02/dick-e-jones-creo-il-mondo/"><span style="font-style: italic;">E Jones creò il mondo</span></a> e <a href="http://www.francescapoggi.com/2009/07/dick-la-penultima-verita/"><em>La penultima verità</em></a></p>
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		<title>Dick, E Jones creò il mondo</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Feb 2008 10:52:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[E Jones creò il mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Philip K. Dick]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[relativismo]]></category>
		<category><![CDATA[the world Jones made]]></category>

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		<description><![CDATA[«Lui annuì. &#8220;Suppongo che il Relativismo sia cinico. Sicuramente non è idealista. E&#8217; il punto di arrivo di chi è stato ucciso, ferito, ridotto in miseria e a lavorare duramente per le vuote parole. E&#8217; il prodotto delle generazioni che gridavano slogan, marciavano con le vanghe e le armi, cantavano e scandivano inni patriottici, rendevano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><div style="text-align: right;">«<span style="font-style: italic;">Lui annuì. &#8220;Suppongo che il Relativismo sia cinico. Sicuramente non è idealista. E&#8217; il punto di arrivo di chi è stato ucciso, ferito, ridotto in miseria e a lavorare duramente per le vuote parole. E&#8217; il prodotto delle generazioni che gridavano slogan, marciavano con le vanghe e le armi, cantavano e scandivano inni patriottici, rendevano omaggio alle bandiere&#8221;</span> <span style="font-style: italic;"><br />&#8220;Ma voi le sbattete in prigione. Queste persone che non sono d&#8217;accordo con voi &#8211; non permettete loro di dissentire..guarda il ministro Jones&#8221;</span> <span style="font-style: italic;"><br />&#8220;Jones può benissimo dissentire. Può credere a quello che vuole; può credere che la terra è piatta, che Dio è una cipolla, che i bambini nascono nelle buste di plastica. Può avere l&#8217;opinione che preferisce; ma quando comincia a spacciarla per Verità Assoluta&#8230;&#8221;</span> <span style="font-style: italic;"><br />&#8220;Lo sbattete in prigione&#8221; disse Nina rigida.</span> <span style="font-style: italic;"><br />&#8220;No&#8221; la corresse Cussick. &#8220;Tediamo la mano, diciamo semplicemente: dimostra o stai zitto. Conforta i fatti quello che vai dicendo. Se vuoi dire che gli ebrei sono la radice di tutti i mali &#8211; devi provarlo. Lo puoi dire se riesci a dimostrarlo. Altrimenti, fila ai lavori forzati&#8230;</span> »</p>
<p></div>
<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_0nclneY8j1M/R7gWtHM334I/AAAAAAAAAPg/SPj2a27c5tc/s1600-h/dick.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_0nclneY8j1M/R7gWtHM334I/AAAAAAAAAPg/SPj2a27c5tc/s320/dick.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5167905536690610050" border="0" /></a></p>
<p>Dopo una devastante terza guerra mondiale, il potere è assunto dal <span style="font-weight: bold;">Govfed</span> (il Governo Mondiale Federale) che s&#8217; ispira all&#8217;ideologia politica e morale del <span style="font-weight: bold;">Relativismo</span>, così come esposto nel libro di <span style="font-weight: bold;">Hoff</span>.<br />Tutti hanno diritto ad esprimere le proprie opinioni, a vivere secondo il loro personale codice etico, fino a quando non pretendano di contestare il Relativismo, di spacciare le loro preferenze per la verità assoluta.<br />Il Govfed si regge tutto sul fragile equilibrio di un <span style="font-weight: bold;">paradosso</span>: per il relativismo la verità assoluta non esiste &#8211; ma questa è una verità assoluta, che, come tale, inficia il relativismo. Si tratta della nota <span style="font-style: italic; font-weight: bold;">consequentia mirabilis</span>, con cui già Paltone aveva confutato la dottrina di Protagora nel <span style="font-style: italic;">Teeteto</span>: se il relativismo è vero, allora il relativismo è falso &#8211; se fosse vero che tutto è relativo, allora ciò sarebbe assoluto.</p>
<p>E questo fragile equilibrio si spezza all&#8217;apparire di Jones: perchè <span style="font-weight: bold;">Jones sa la verità</span>, <span style="font-weight: bold;">Jones conosce il futuro</span>, Jones è in grado di vedere un anno avanti agli altri.<br />Dal suo punto di vista, in realtà, <span style="font-weight: bold;">Jones è schiavo del passato,</span> costretto a rivivere ogni anno due volte, è un burattino che non ha alcun potere di modificare gli eventi: non può che ripetere ciò che ha già fatto e che non poteva non fare &#8211; e questa è una delle tante geniali intuizione di Dick: se il futuro è già scritto, il presente è già passato e un preveggente, come Jones, non è che una figura patetica costretta ad assistere due volte ad ogni evento, senza mai poter incidere su esso.</p>
<p>Ma per le masse Jones è un profeta, un <span style="font-weight: bold;">messia</span>: è l&#8217;uomo che promette &#8211; anzi, che sa &#8211; che il cielo è pieno, che risveglia i sogni e l&#8217;idealismo (e con questi, i fanatismi e le guerre).<br /><span style="font-weight: bold;">E il cielo è pieno</span>, ma non di quello che ci si aspettava. Non della razza umana.<br />Anche nella sua sconfitta, Jones vince, s&#8217;immola, e il martirio lo consacra ad una divinità per i posteri &#8211; ma, in un certo senso, egli ha già perso in partenza: è uno spettatore impotente, ha fatto ciò che ha fatto senza conoscerne le (devastanti) conseguenze solo perché non poteva non farlo, anzi, solo perché l&#8217;aveva già fatto.</p>
<p>Pubblicato nel 1956, <span style="font-style: italic; font-weight: bold;">E Jones creò il mondo</span> (<span style="font-style: italic;">The world Jones made</span>) risente chiaramente degli eventi della seconda guerra mondiale. Jones e i suoi seguaci, con le divise grigie, le fasce al braccio, i loro simboli e il loro delirio di conquista, sono la trasposizione fedele di Hitler e del nazismo. A differenza che in <span style="font-style: italic; font-weight: bold;">La svastica sul sole</span> (<span style="font-style: italic;">The man in the high castle</span>, 1962) qui non si tratta di uno sviluppo alternativo della storia, quanto piuttosto di una sua ripetizione quasi farsesca &#8211; i due romanzi hanno comunque molti elementi in comune: primo tra tutti il tema della predestinazione.</p>
<p>Come sempre, Philip K. Dick è bravissimo nel creare le atmosfere e nell&#8217;immaginare le situazioni, gli equilibri, di <span style="font-weight: bold;">possibili società future</span> &#8211; e, come sempre, è molto convincente anche nella caratterizzazione dei personaggi e nella scrittura dei dialoghi.<br />Qui, a differenza che in altri suoi romanzi, anche <span style="font-weight: bold;">la trama appare più solida</span> e gli sviluppi narrativi sono più controllati (e non eccessivamente farraginosi) &#8211; impresa che, a mio giudizio, non sempre gli riesce.<br />Anche se non manca qualche piccola incongruenza e il finale è un pò affrettato, <span style="font-style: italic;">E Jones creò il mondo</span>, è un eccellente romanzo che ripropone temi sempre attuali.</p>
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		<title>Adams, Ristorante al termine dell&#8217;universo</title>
		<link>http://www.francescapoggi.com/2007/09/adams-ristorante-al-termine-delluniverso/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Sep 2007 09:58:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Adams]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#8220;Tra i maggiori problemi che si incontrano
durante i viaggi nel tempo
non c&#8217;è quello di poter diventare padri o madri di se stessi.
Infatti diventare padri o madri di se stessi
è un inconveniente al quale una famiglia di idee larghe
e ben adattata alla società
è perfettamente in grado di far fronte (&#8230;)
Il problema fondamentale del viaggio nel tempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><a href="http://bp1.blogger.com/_0nclneY8j1M/RuUYOQrZ4MI/AAAAAAAAAC0/dGeuq0GYSns/s1600-h/images.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5108515985595949250" style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_0nclneY8j1M/RuUYOQrZ4MI/AAAAAAAAAC0/dGeuq0GYSns/s200/images.jpg" border="0" alt="" /></a></p>
<p>&#8220;<span style="font-style: italic;">Tra i maggiori problemi che si incontrano<br />
durante i viaggi nel tempo<br />
non c&#8217;è quello di poter diventare padri o madri di se stessi.<br />
Infatti diventare padri o madri di se stessi<br />
è un inconveniente al quale una famiglia di idee larghe<br />
e ben adattata alla società<br />
è perfettamente in grado di far fronte (&#8230;)<br />
Il problema fondamentale del viaggio nel tempo è, molto semplicemente,<br />
un problema di grammatica</span>&#8221;</p>
<p>Al termine di <a href="http://www.francescapoggi.com/2007/08/adams-guida-galattica-per-autostoppisti/"><span style="font-style: italic;">Guida Galattica per gli autostoppisti</span></a><br />
i nostri eroi avevano manifestato l&#8217;intento di andare a mangiare un boccone<br />
al ristorante al termine dell&#8217;universo e qui li ritroviamo cinquecentosettantaseimila milioni di anni dopo &#8211; ossia, per l&#8217;appunto, al termine dell&#8217;universo.<br />
L&#8217;istrionico Zaphod Beeblebrox, ex presidente della galassia,<br />
Ford Perfect, corrispondente della Guida Galattica,<br />
Marvin, il robot depresso,<br />
Trillian (alias Tricia McMillan) e Arthur Dent, ultimi sopravvissuti della razza terrestre,<br />
sono, loro malgrado, coinvolti in un&#8217;avventura<br />
in giro per lo spazio ed il tempo<br />
che li porterà a scoprire chi <span style="font-style: italic;">davvero</span> governa l&#8217;universo<br />
- nonché un altro sconvolgente segreto sull&#8217;ormai scomparso pianeta Terra</p>
<p>Meno esuberante e irresistibile della <span style="font-style: italic;">Guida galattica per gli autostoppisti </span><br />
è comunque un libro divertente che si legge con piacere<br />
e dove non manca qualche trovata geniale &#8211; quale, ad esempio, il piatto del giorno, ossia l&#8217;idea di allevare un animale<br />
&#8220;che volesse veramente essere mangiato e fosse in grado di dirlo chiaramente,<br />
senza mezzi termini&#8221;</p>
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